STAMPERIA DELL'ARANCIO


La Stamperia dell’Arancio nasce a Grottammare Alta nei primi anni Ottanta, all’interno dello studio di Mario Lupo, precisamente nello spazio dell’ex Teatro dell’Arancio, diretta con passione e meticoloso impegno dal figlio Riccardo, che si avvale della valida collaborazione dello stampatore Giuliano Iacomucci. In quel periodo realizza, principalmente, acqueforti e serigrafie di Mario Lupo.
La Stamperia si trasferisce successivamente in un proprio spazio a San Benedetto del Tronto, in via Fusinato, ampliando le competenze e facendosi conoscere nell’ambito artistico marchigiano e non solo, tanto che i più noti artisti vi si rivolgono per la stampa delle loro grafiche.
A partire dal 1988 Riccardo Lupo, in qualità di editore, dà nuovo impulso alla rivista semestrale di poesia e arte “Hortus” (fondata nel 1987 da Giorgio Voltattorni M. e Luciano Bruni), che in breve si impone a livello nazionale, divenendo valido punto di riferimento della migliore produzione poetica, letteraria ed artistica. La rivista è diretta fino al 1991 da Giorgio Voltattorni M., poi da Eugenio De Signoribus e, infine, da Leonardo Mancino. L’ampia sezione artistica, all’interno di “Hortus”, viene curata dal critico Luciano Marucci.
Riccardo Lupo realizza anche importanti, preziosi libri d’arte quali “Finestre” di Omar Galliani (contenente dodici incisioni) e “Duello tra segno e parola" di Valeriano Trubbiani (contenente tredici incisioni) tirati in soli 130 esemplari.
Nel 1992 inaugura, con la mostra “Burrasche” del padre Mario Lupo, lo spazio di Grottammare in via Ischia, che comprende, sotto la stessa denominazione, stamperia, galleria e casa editrice; la Stamperia dell’Arancio diventa punto di riferimento fondamentale per intellettuali, artisti e letterati, collezionisti, sino al 2006. Oltre alla produzione di opere grafiche di altissimo livello, la Galleria ospita, tra le altre, personali di Umberto Mastroianni, Ugo Nespolo, Tullio Pericoli, Walter Valentini, Aligi Sassu, sempre accompagnate da cataloghi esaustivi che fanno parte della collana “Immaginazione” edita dalla Stamperia. Parallelamente le pubblicazioni di poesia, eleganti e raffinatissime, di saggi, romanzi si distinguono per la loro qualità: tra gli autori citiamo Luigi Bartolini, Fabio Doplicher, Norman MacCaig, Philip Larkin, Libero Bigiaretti, Anna Cascella, Luigi Di Ruscio, Enrica Loggi, Lucilio Santoni e, naturalmente, Giorgio Voltattorni M., Eugenio De Signoribus e Leonardo Mancino. A Riccardo Lupo si devono le edizioni di opere postume di Acruto Vitali e Remo Pagnanelli.
Le inaugurazioni delle rassegne pittoriche vedono la presenza di critici quali Achille Bonito Oliva e Floriano De Santi; le presentazioni dei libri costituiscono eventi che richiamano l’attenzione di un vasto pubblico che partecipa con grande attenzione ed entusiasmo. Alla Stamperia dell’Arancio si incontrano scrittori ed esperti d’arte, poeti, pittori, scultori; lì nascono e si sviluppano progetti innovativi.
Riccardo Lupo, dotato di profonda cultura e innamorato dell’arte, sempre pronto all’ascolto, riesce a valorizzare artisti e letterati emergenti.
Muore prematuramente il 23 maggio 2020, ma il suo eccezionale operato di editore, gallerista, stampatore rimarrà indelebile.


TESTIMONIANZE
VALERIO VOLPINI
UNA STAMPERIA UNA GALLERIA UN PITTORE
(dal catalogo per la mostra di Mario Lupo “Burrasche” alla Stamperia dell’Arancio – 1991) 

Nel giro di pochi anni la Stamperia dell'Arancio è cresciuta rigogliosamente. Stante le premesse c’era da aspettarselo ma non si poteva aspettare che raggiungesse anche un alto livello tecnico con il quale si è imposta ora sotto gli occhi di tutti. Nata, quasi sulla tolda di una nave, sull'alto del dirupo di Grottammare; nel nucleo antico del borgo, nella piazzetta intitolata a Sisto V la cui statua bruttissima sta a guardia corrucciata da una nicchia. Su quella piazza a ridosso del palazzo del Comune c'è anche il teatro dell'Arancio da cui la stamperia ha tratto il nome. E non c'è bisogno di aggiungere che c'è anche lo studio del pittore Mario Lupo dalla cui costola la stamperia è cresciuta. Aggiungiamo che nei primi fogli stampati si è proiettato il vento e il colore dell'Adriatico a motivo di quella filiazione fra un maturo pittore e un giovane che aveva la passione per la grafica e che per ammirazione verso il padre, per l'incontro con amici che avevano studiato l'arte dell'incidere, si trovò a decidere di rimanere, come si dice nel gergo, nel ramo. Posso testimoniare della schiettezza e della cordialità della scelta di Riccardo Lupo che ho conosciuto già quando aveva trasferito la bottega dell'incisore a San Benedetto.
Lo ricordo che stava a orecchie tese quando si parlava di stampe, di stampatori, di incisione antica e moderna, di xilografia e di calcografia, di carta, di impaginazione e di corpi o ci si riferiva ai grandi stampatori-editori italiani di oggi. Riccardo ascoltava, e quando si inseriva con una domanda o un'osservazione stupiva la pertinenza. Bastavano quelle poche parole per capire che aveva una gran voglia di fare sul serio e più ampiamente di quel che gli consentivano strumenti e spazio.
Il "figlio d'arte", insomma, non aveva nessuna intenzione di staccare neanche una foglia degli allori degli altri anche se dal padre aveva raccolto l'esempio della probità professionale e del galantomismo umano. Poco tempo fa l'ho ascoltato con stupore e quasi commosso per quel che mi disse di questo rapporto: “Se non fosse stato l’esempio di mio padre non avrei mai fatto lo stampatore e so che lo farò sempre meglio. Ma so poi che non potrò riportarmi soltanto agli estremi economici del lavoro ma prima di tutto al piacere di stare in quella che credo sia una creazione e che il rapporto con gli artisti arricchisce e alimenta ... “.
Non posso non dire che oggi una professione simile è assai rara fra i giovani soprattutto preoccupati di rinnegare radici e legami (e fanno malissimo).
A confermare, oltre ogni parola, il cammino della Stamperia dell'Arancio c'è questa inaugurazione della nuova sede - a casa già in rodaggio - che è un'importante presenza culturale per Grottammare e per le Marche e sono certo che sarà accolta con l'attenzione che merita pur sapendo che noi marchigiani siamo piuttosto distratti quando si parla di cultura anche se, mi pare, che faccia proprio eccezione l'arte e quello che all'arte si riferisce. Dopotutto le edizioni di Riccardo onorano l'editoria d'arte italiana e quindi la città e lui realizza quanto si è ripromesso.
È una cosa suggestiva pensare che su questa area si fabbricavano mattoni e tegole per costruire ed ora si sforna altro genere di cose non meno utili per gli uomini: quei frammenti di bellezza e quelle parole che aiutano a vivere. Ma il particolare importante che dice come lo stampatore mantenga le promesse è dato dalla bellissima galleria annessa.
Non servirà soltanto come luogo di esposizione permanente del lavoro editoriale - le cartelle, i libri, le incisioni - ma anche per la presentazione e le personali di artisti del nostro tempo. Non so quali saranno i programmi futuri: so che dopo la prima mostra un'altra è già annunciata. Ma so che la scelta e qualità delle mostre avrà lo stesso rigore dimostrato nella stampa.
Una nuova galleria quindi che non è il giuoco tentato per un momento ma associata ad una faticosa scelta del lavoro. Una galleria che vuol fare cultura portando un contributo alla conoscenza dell'arte senza presunzione ma con entusiasmo e saggezza. Si debbono fare gli auguri per il futuro che è già cominciato ma si fanno di buon cuore perché se anche la galleria funzionerà come ha già funzionato la stamperia penso che si stia nel sicuro. Una cosa voglio aggiungere nel formulare il mio affettuoso augurio: Riccardo sa ascoltare, ha la saggezza, rara nei giovani, di non scartare chi ha già filtrato esperienze. Mi rifaccio ancora alla qualità del suo lavoro sull'incisione e della considerazione che ha ottenuto fra gli artisti (che, come ognun sa, sono incontentabili) per trarne la certezza che anche l'attività della galleria avrà la stessa affidabilità.

GIORGIO VOLTATTORNI M.
“IL DISEGNO MARCHIGIANO” FACEBOOK
22 febbraio 2016 

Quando con Eugenio De Signoribus e Luciano Bruni, nel 1987, cominciammo a fare una rivista di poesia e arte di poche pagine, ci appoggiavamo ad una piccolissima casa editrice di San Benedetto del Tronto, la Laberinto di L. Cocci Grifoni.
Già dal terzo numero avevamo il marchio della Stamperia dell’Arancio sulla copertina di Hortus; e la stretta collaborazione con Riccardo ci permise, oltre che potenziare la rivista dal punto di vista dei “materiali” e della distribuzione, di abbinare ad ogni numero un’acquaforte appositamente realizzata dagli artisti (e destinata agli abbonati sostenitori). […]
Con la Stamperia si raggiunse una certa stabilità e, contrariamente a quello che succedeva prima, si riusciva a programmare la “natura” (i contenuti) e garantire la periodicità: all’uscita del primo numero non si era certi che ce ne sarebbe stato un secondo, così al secondo. Aumentarono di molto le pagine arrivando all’uso della quadricromia, e gli artisti coinvolti erano sempre di livello nazionale o addirittura europeo, come Mastroianni, Ontani, Dorazio, Accardi, Pericoli, Trubbiani, Spacal, Pericoli, Galliani, Ceccobelli, per ricordarne solo alcuni. […]
Dalle nostre parti non si fa più una rivista di poesia e arte come fu “Hortus”. Non si stampano più libri di saggistica, di poesia, né tanto meno si fanno cataloghi, monografie o preziose edizioni d’arte in cartella o in volume, dove alla parola letteraria fa da “compagna” l’opera calcografica, la più nobile delle tecniche “seriali”.
Artisti del calibro di Trubbiani, Pericoli, Spacal, Mastroianni, Nespolo, Luca Maria Patella, Galliani, Ceccobelli, Velasco, per citarne solo alcuni, non bazzicano più questo lembo di provincia sempre più isolato…

ENRICO PIERGALLINI
RIVIERA OGGI
25 maggio 2020 

Il suo sogno, la Stamperia dell’Arancio, resterà per molto, molto tempo l’unico esempio di imprenditoria culturale privata capace di ambire, per ampiezza di visione e qualità della proposta, al valore di uno spazio pubblico.
Un luogo elegante, raffinato, punto di raduno di intellettuali ed esperti d’arte: alcuni libri di poesia e cataloghi della Stamperia hanno ancora oggi un ruolo non secondario nella storia dell’editoria italiana.
Per molti anni il sogno di Riccardo consentì ad una “provincia” di sentirsi al “centro” della cultura nazionale. Un vero e proprio cambio di gravità che oggi, a distanza di 20 anni, sembra impossibile.

EUGENIO DE SIGNORIBUS
LA NUOVA RIVIERA
24 maggio 2020 

Il mio ricordo di Riccardo Lupo è indissolubilmente legato agli inizi anni 90, fino al 1996, quando “Hortus” (la rivista di poesia e arte fondata a Cupra nel 1987 con gli amici Giorgio Voltattorni M. e Luciano Bruni) da realtà culturale locale diventò un valido punto di riferimento per la poesia e la letteratura critica nazionale. Riccardo ne era l'editore e si avvaleva della collaborazione del bravo stampatore Giuliano lacomucci (per la stampa d'arte cui le edizioni di poesia erano quasi sempre abbinate) e di altri operatori culturali come l'allora giovane Marco Fazzini (ora professore di letteratura inglese alla Cà Foscari di Venezia) e Luciano Marucci, storico curatore delle memorabili Biennali d'Arte sambenedettesi degli anni 60. Grazie a Riccardo Lupo hanno potuto vedere la luce opere postume di Acruto Vitali e Remo Pagnanelli, fra le voci più significative della recente poesia marchigiana. […]

MARIO VESPASIANI
IL GRAFFIO
28 maggio 2020 

[…] Ho conosciuto Riccardo da studente, quando aprì una galleria su tre livelli da far invidia a quelle internazionali, collegata ad una stamperia d'arte e una casa editrice. Lì ho esposto per la prima volta le mie tele e quella curiosità che lui aveva nell'apprezzarle, per me era soprattutto un incoraggiamento a fare bene, a fare meglio. L'entusiasmo mi portava a vedere non solo le opere che avevamo davanti, ma tutte quelle che avrei fatto. Quelle grandi pareti chiedevano un ampio respiro e l'ambizione di provare a “reggerle”; la sua ricca libreria mi ha tenuto immerso come dentro un acquario in cui si potevano scoprire artisti mai visti, se non ad ArtBasel o alla Biennale.
In galleria ho poi conosciuto intellettuali di prima qualità, artisti, critici, scrittori, poeti in un momento in cui c’era voglia di conoscenza diretta, disponibilità all’ascolto e condivisione reale.
Un giorno di ritorno da Udine dove avevo esposto una serie di ritratti di bambini, gli regalai il catalogo e come lo vide disse: «Facciamo il seguito, ci penso io alle spese». Lo stesso avvenne qualche anno fa, quando in silenzio sfogliando le mie foto in bianconero fatte a Mara, se ne uscì dicendo: «Questa storia contiene un messaggio che forse nemmeno voi immaginate, raccontiamola». Da quella sua intuizione nacque il primo volume Mara as Muse e per la prima volta nella storia dell’arte un artista pose in primo piano non se stesso ma la sua musa. […]

GIAMPIETRO DE ANGELIS
IL GRAFFIO
12 febbraio 2021 

Qualche tempo fa, ormai un ventennio e anche più, c’era un luogo che era un punto di riferimento irrinunciabile per pittori, poeti, scultori e appassionati d'arte.
Andarci era un piacere per gli occhi e la mente, anche per me. Stiamo parlando della Stamperia dell'Arancio di Riccardo Lupo, a Grottammare. All'inizio, la mia era una frequentazione per il desiderio di conoscenza, per respirare l’atmosfera d'arte a tutto campo; poi, man mano che con Riccardo cresceva l’amicizia, si apriva un mondo sempre più vasto, articolato e praticamente completo. Da un lato il lavoro tipografico ed editoriale sulla storia dell’arte con accurate pubblicazioni, dall’altro una produzione di alta qualità di litografie, xilografie e serigrafie. E ancora: esposizioni di artisti emergenti, la valorizzazione dell'arte del territorio, la poesia e la narrativa tramite la rivista semestrale Hortus.
Riccardo era pieno di iniziative, innamorato dell’arte come pochi, concretamente appassionato, con i suoi risvolti anche esistenziali e filosofici. […]


ALCUNI LAVORI REALIZZATI DALLA STAMPERIA DELL'ARANCIO


CARTELLE DI GRAFICA

L'OCCHIO DEL CICLOPE - Libri d'artista

IMMAGINAZIONE - Quaderni d'arte

HORTUS - Rivista di poesia e arte

IL PORTICO DELL'ANGELO - Collana di poesie

BIBLIOTECA DELL'INVENZIONE

SECRÉTAIRE - Collana di scritti segreti

ALTRE EDIZIONI

STAMPERIA DELL'ARANCIO



La Stamperia dell’Arancio nasce a Grottammare Alta nei primi anni Ottanta, all’interno dello studio di Mario Lupo, precisamente nello spazio dell’ex Teatro dell’Arancio, diretta con passione e meticoloso impegno dal figlio Riccardo, che si avvale della valida collaborazione dello stampatore Giuliano Iacomucci. In quel periodo realizza, principalmente, acqueforti e serigrafie di Mario Lupo.
La Stamperia si trasferisce successivamente in un proprio spazio a San Benedetto del Tronto, in via Fusinato, ampliando le competenze e facendosi conoscere nell’ambito artistico marchigiano e non solo, tanto che i più noti artisti vi si rivolgono per la stampa delle loro grafiche.
A partire dal 1988 Riccardo Lupo, in qualità di editore, dà nuovo impulso alla rivista semestrale di poesia e arte “Hortus” (fondata nel 1987 da Giorgio Voltattorni M. e Luciano Bruni), che in breve si impone a livello nazionale, divenendo valido punto di riferimento della migliore produzione poetica, letteraria ed artistica. La rivista è diretta fino al 1991 da Giorgio Voltattorni M., poi da Eugenio De Signoribus e, infine, da Leonardo Mancino. L’ampia sezione artistica, all’interno di “Hortus”, viene curata dal critico Luciano Marucci.
Riccardo Lupo realizza anche importanti, preziosi libri d’arte quali “Finestre” di Omar Galliani (contenente dodici incisioni) e “Duello tra segno e parola" di Valeriano Trubbiani (contenente tredici incisioni) tirati in soli 130 esemplari.
Nel 1992 inaugura, con la mostra “Burrasche” del padre Mario Lupo, lo spazio di Grottammare in via Ischia, che comprende, sotto la stessa denominazione, stamperia, galleria e casa editrice; la Stamperia dell’Arancio diventa punto di riferimento fondamentale per intellettuali, artisti e letterati, collezionisti, sino al 2006. Oltre alla produzione di opere grafiche di altissimo livello, la Galleria ospita, tra le altre, personali di Umberto Mastroianni, Ugo Nespolo, Tullio Pericoli, Walter Valentini, Aligi Sassu, sempre accompagnate da cataloghi esaustivi che fanno parte della collana “Immaginazione” edita dalla Stamperia. Parallelamente le pubblicazioni di poesia, eleganti e raffinatissime, di saggi, romanzi si distinguono per la loro qualità: tra gli autori citiamo Luigi Bartolini, Fabio Doplicher, Norman MacCaig, Philip Larkin, Libero Bigiaretti, Anna Cascella, Luigi Di Ruscio, Enrica Loggi, Lucilio Santoni e, naturalmente, Giorgio Voltattorni M., Eugenio De Signoribus e Leonardo Mancino. A Riccardo Lupo si devono le edizioni di opere postume di Acruto Vitali e Remo Pagnanelli.
Le inaugurazioni delle rassegne pittoriche vedono la presenza di critici quali Achille Bonito Oliva e Floriano De Santi; le presentazioni dei libri costituiscono eventi che richiamano l’attenzione di un vasto pubblico che partecipa con grande attenzione ed entusiasmo. Alla Stamperia dell’Arancio si incontrano scrittori ed esperti d’arte, poeti, pittori, scultori; lì nascono e si sviluppano progetti innovativi.
Riccardo Lupo, dotato di profonda cultura e innamorato dell’arte, sempre pronto all’ascolto, riesce a valorizzare artisti e letterati emergenti.
Muore prematuramente il 23 maggio 2020, ma il suo eccezionale operato di editore, gallerista, stampatore rimarrà indelebile.


TESTIMONIANZE
VALERIO VOLPINI
UNA STAMPERIA UNA GALLERIA UN PITTORE
(dal catalogo per la mostra di Mario Lupo “Burrasche” alla Stamperia dell’Arancio – 1991) 

Nel giro di pochi anni la Stamperia dell'Arancio è cresciuta rigogliosamente. Stante le premesse c’era da aspettarselo ma non si poteva aspettare che raggiungesse anche un alto livello tecnico con il quale si è imposta ora sotto gli occhi di tutti. Nata, quasi sulla tolda di una nave, sull'alto del dirupo di Grottammare; nel nucleo antico del borgo, nella piazzetta intitolata a Sisto V la cui statua bruttissima sta a guardia corrucciata da una nicchia. Su quella piazza a ridosso del palazzo del Comune c'è anche il teatro dell'Arancio da cui la stamperia ha tratto il nome. E non c'è bisogno di aggiungere che c'è anche lo studio del pittore Mario Lupo dalla cui costola la stamperia è cresciuta. Aggiungiamo che nei primi fogli stampati si è proiettato il vento e il colore dell'Adriatico a motivo di quella filiazione fra un maturo pittore e un giovane che aveva la passione per la grafica e che per ammirazione verso il padre, per l'incontro con amici che avevano studiato l'arte dell'incidere, si trovò a decidere di rimanere, come si dice nel gergo, nel ramo. Posso testimoniare della schiettezza e della cordialità della scelta di Riccardo Lupo che ho conosciuto già quando aveva trasferito la bottega dell'incisore a San Benedetto.
Lo ricordo che stava a orecchie tese quando si parlava di stampe, di stampatori, di incisione antica e moderna, di xilografia e di calcografia, di carta, di impaginazione e di corpi o ci si riferiva ai grandi stampatori-editori italiani di oggi. Riccardo ascoltava, e quando si inseriva con una domanda o un'osservazione stupiva la pertinenza. Bastavano quelle poche parole per capire che aveva una gran voglia di fare sul serio e più ampiamente di quel che gli consentivano strumenti e spazio.
Il "figlio d'arte", insomma, non aveva nessuna intenzione di staccare neanche una foglia degli allori degli altri anche se dal padre aveva raccolto l'esempio della probità professionale e del galantomismo umano. Poco tempo fa l'ho ascoltato con stupore e quasi commosso per quel che mi disse di questo rapporto: “Se non fosse stato l’esempio di mio padre non avrei mai fatto lo stampatore e so che lo farò sempre meglio. Ma so poi che non potrò riportarmi soltanto agli estremi economici del lavoro ma prima di tutto al piacere di stare in quella che credo sia una creazione e che il rapporto con gli artisti arricchisce e alimenta ... “.
Non posso non dire che oggi una professione simile è assai rara fra i giovani soprattutto preoccupati di rinnegare radici e legami (e fanno malissimo).
A confermare, oltre ogni parola, il cammino della Stamperia dell'Arancio c'è questa inaugurazione della nuova sede - a casa già in rodaggio - che è un'importante presenza culturale per Grottammare e per le Marche e sono certo che sarà accolta con l'attenzione che merita pur sapendo che noi marchigiani siamo piuttosto distratti quando si parla di cultura anche se, mi pare, che faccia proprio eccezione l'arte e quello che all'arte si riferisce. Dopotutto le edizioni di Riccardo onorano l'editoria d'arte italiana e quindi la città e lui realizza quanto si è ripromesso.
È una cosa suggestiva pensare che su questa area si fabbricavano mattoni e tegole per costruire ed ora si sforna altro genere di cose non meno utili per gli uomini: quei frammenti di bellezza e quelle parole che aiutano a vivere. Ma il particolare importante che dice come lo stampatore mantenga le promesse è dato dalla bellissima galleria annessa.
Non servirà soltanto come luogo di esposizione permanente del lavoro editoriale - le cartelle, i libri, le incisioni - ma anche per la presentazione e le personali di artisti del nostro tempo. Non so quali saranno i programmi futuri: so che dopo la prima mostra un'altra è già annunciata. Ma so che la scelta e qualità delle mostre avrà lo stesso rigore dimostrato nella stampa.
Una nuova galleria quindi che non è il giuoco tentato per un momento ma associata ad una faticosa scelta del lavoro. Una galleria che vuol fare cultura portando un contributo alla conoscenza dell'arte senza presunzione ma con entusiasmo e saggezza. Si debbono fare gli auguri per il futuro che è già cominciato ma si fanno di buon cuore perché se anche la galleria funzionerà come ha già funzionato la stamperia penso che si stia nel sicuro. Una cosa voglio aggiungere nel formulare il mio affettuoso augurio: Riccardo sa ascoltare, ha la saggezza, rara nei giovani, di non scartare chi ha già filtrato esperienze. Mi rifaccio ancora alla qualità del suo lavoro sull'incisione e della considerazione che ha ottenuto fra gli artisti (che, come ognun sa, sono incontentabili) per trarne la certezza che anche l'attività della galleria avrà la stessa affidabilità.

GIORGIO VOLTATTORNI M.
“IL DISEGNO MARCHIGIANO” FACEBOOK
22 febbraio 2016 

Quando con Eugenio De Signoribus e Luciano Bruni, nel 1987, cominciammo a fare una rivista di poesia e arte di poche pagine, ci appoggiavamo ad una piccolissima casa editrice di San Benedetto del Tronto, la Laberinto di L. Cocci Grifoni.
Già dal terzo numero avevamo il marchio della Stamperia dell’Arancio sulla copertina di Hortus; e la stretta collaborazione con Riccardo ci permise, oltre che potenziare la rivista dal punto di vista dei “materiali” e della distribuzione, di abbinare ad ogni numero un’acquaforte appositamente realizzata dagli artisti (e destinata agli abbonati sostenitori). […]
Con la Stamperia si raggiunse una certa stabilità e, contrariamente a quello che succedeva prima, si riusciva a programmare la “natura” (i contenuti) e garantire la periodicità: all’uscita del primo numero non si era certi che ce ne sarebbe stato un secondo, così al secondo. Aumentarono di molto le pagine arrivando all’uso della quadricromia, e gli artisti coinvolti erano sempre di livello nazionale o addirittura europeo, come Mastroianni, Ontani, Dorazio, Accardi, Pericoli, Trubbiani, Spacal, Pericoli, Galliani, Ceccobelli, per ricordarne solo alcuni. […]
Dalle nostre parti non si fa più una rivista di poesia e arte come fu “Hortus”. Non si stampano più libri di saggistica, di poesia, né tanto meno si fanno cataloghi, monografie o preziose edizioni d’arte in cartella o in volume, dove alla parola letteraria fa da “compagna” l’opera calcografica, la più nobile delle tecniche “seriali”.
Artisti del calibro di Trubbiani, Pericoli, Spacal, Mastroianni, Nespolo, Luca Maria Patella, Galliani, Ceccobelli, Velasco, per citarne solo alcuni, non bazzicano più questo lembo di provincia sempre più isolato…

ENRICO PIERGALLINI
RIVIERA OGGI
25 maggio 2020 

Il suo sogno, la Stamperia dell’Arancio, resterà per molto, molto tempo l’unico esempio di imprenditoria culturale privata capace di ambire, per ampiezza di visione e qualità della proposta, al valore di uno spazio pubblico.
Un luogo elegante, raffinato, punto di raduno di intellettuali ed esperti d’arte: alcuni libri di poesia e cataloghi della Stamperia hanno ancora oggi un ruolo non secondario nella storia dell’editoria italiana.
Per molti anni il sogno di Riccardo consentì ad una “provincia” di sentirsi al “centro” della cultura nazionale. Un vero e proprio cambio di gravità che oggi, a distanza di 20 anni, sembra impossibile.

EUGENIO DE SIGNORIBUS
LA NUOVA RIVIERA
24 maggio 2020 

Il mio ricordo di Riccardo Lupo è indissolubilmente legato agli inizi anni 90, fino al 1996, quando “Hortus” (la rivista di poesia e arte fondata a Cupra nel 1987 con gli amici Giorgio Voltattorni M. e Luciano Bruni) da realtà culturale locale diventò un valido punto di riferimento per la poesia e la letteratura critica nazionale. Riccardo ne era l'editore e si avvaleva della collaborazione del bravo stampatore Giuliano lacomucci (per la stampa d'arte cui le edizioni di poesia erano quasi sempre abbinate) e di altri operatori culturali come l'allora giovane Marco Fazzini (ora professore di letteratura inglese alla Cà Foscari di Venezia) e Luciano Marucci, storico curatore delle memorabili Biennali d'Arte sambenedettesi degli anni 60. Grazie a Riccardo Lupo hanno potuto vedere la luce opere postume di Acruto Vitali e Remo Pagnanelli, fra le voci più significative della recente poesia marchigiana. […]

MARIO VESPASIANI
IL GRAFFIO
28 maggio 2020 

[…] Ho conosciuto Riccardo da studente, quando aprì una galleria su tre livelli da far invidia a quelle internazionali, collegata ad una stamperia d'arte e una casa editrice. Lì ho esposto per la prima volta le mie tele e quella curiosità che lui aveva nell'apprezzarle, per me era soprattutto un incoraggiamento a fare bene, a fare meglio. L'entusiasmo mi portava a vedere non solo le opere che avevamo davanti, ma tutte quelle che avrei fatto. Quelle grandi pareti chiedevano un ampio respiro e l'ambizione di provare a “reggerle”; la sua ricca libreria mi ha tenuto immerso come dentro un acquario in cui si potevano scoprire artisti mai visti, se non ad ArtBasel o alla Biennale.
In galleria ho poi conosciuto intellettuali di prima qualità, artisti, critici, scrittori, poeti in un momento in cui c’era voglia di conoscenza diretta, disponibilità all’ascolto e condivisione reale.
Un giorno di ritorno da Udine dove avevo esposto una serie di ritratti di bambini, gli regalai il catalogo e come lo vide disse: «Facciamo il seguito, ci penso io alle spese». Lo stesso avvenne qualche anno fa, quando in silenzio sfogliando le mie foto in bianconero fatte a Mara, se ne uscì dicendo: «Questa storia contiene un messaggio che forse nemmeno voi immaginate, raccontiamola». Da quella sua intuizione nacque il primo volume Mara as Muse e per la prima volta nella storia dell’arte un artista pose in primo piano non se stesso ma la sua musa. […]

GIAMPIETRO DE ANGELIS
IL GRAFFIO
12 febbraio 2021 

Qualche tempo fa, ormai un ventennio e anche più, c’era un luogo che era un punto di riferimento irrinunciabile per pittori, poeti, scultori e appassionati d'arte.
Andarci era un piacere per gli occhi e la mente, anche per me. Stiamo parlando della Stamperia dell'Arancio di Riccardo Lupo, a Grottammare. All'inizio, la mia era una frequentazione per il desiderio di conoscenza, per respirare l’atmosfera d'arte a tutto campo; poi, man mano che con Riccardo cresceva l’amicizia, si apriva un mondo sempre più vasto, articolato e praticamente completo. Da un lato il lavoro tipografico ed editoriale sulla storia dell’arte con accurate pubblicazioni, dall’altro una produzione di alta qualità di litografie, xilografie e serigrafie. E ancora: esposizioni di artisti emergenti, la valorizzazione dell'arte del territorio, la poesia e la narrativa tramite la rivista semestrale Hortus.
Riccardo era pieno di iniziative, innamorato dell’arte come pochi, concretamente appassionato, con i suoi risvolti anche esistenziali e filosofici. […]


ALCUNI LAVORI REALIZZATI DALLA STAMPERIA DELL'ARANCIO


CARTELLE DI GRAFICA

L'OCCHIO DEL CICLOPE - Libri d'artista

IMMAGINAZIONE - Quaderni d'arte

HORTUS - Rivista di poesia e arte

IL PORTICO DELL'ANGELO - Collana di poesie

BIBLIOTECA DELL'INVENZIONE

SECRÉTAIRE - Collana di scritti segreti

ALTRE EDIZIONI